“Se un giorno vinceremo la Coppa Campioni sarà anche grazie a quella partita”

Intervista esclusiva per la presentazione di ’55 Secondi’ agli autori Tonino Cagnucci e Paolo Castellani presso la sala conferenze della Città dell’Altra Economia a Testaccio

10333403_782952331729155_4888090570125901942_oTonino Cagnucci

Io sono dell’ 81′ quindi quella Finale non l’ho vissuta, tu consiglieresti a me di leggere questo libro che per altro ho già comprato? (ma era ovvio). Che effetto credi che potrebbe farmi leggerlo? ‘Rischierei’ di vivere in tutto e per tutto quel clima standoci anche molto male?

Non lo so, male come siamo stati male noi all’epoca no. Te lo consiglio? si ovviamente l’ho fatto e te lo consiglio.

Il mio libro lo giudicherà chi avrà la bontà di leggerlo anche se posso dire che un po’ la tesi di questo libro è che il 30 maggio 1984 è si una data infausta, dal punto di vista calcistico, tremenda e tragica perchè abbiamo perso una Coppa dei Campioni in casa ai calci di rigore sotto la Sud e questo basta.

Io non sopporto quando sento sopratutto tra i giovani, quelli che ‘si grattano’ pensando al 30 maggio e dico no, tu non ti devi grattare, tu devi alzarti in piedi e rendere idealmente onore ed omaggio a quella Roma, e quando parlo di Roma, parlo dei giocatori, da Tancredi a Strukelj a tutto lo stadio, all’immensa Curva Sud ed a tutti i giocatori sopratutto al nostro Capitano, quindi quando si parla di Roma- Liverpool si deve anzitutto parlarne col massimo rispetto e bisogna ricordare che quella Finale è comunque ad oggi il punto più alto della nostra storia. la Roma per 55 secondi è stata Campione d’Europa grazie al rigore di Agostino di Barolomei, quindi tanto dolore ma anche tanto onore.

Quindi come accennavi nella presentazione del libro, l’esperienza della Finale Roma-Liverpool come l’inizio di un cammino se vogliamo

Per me si paradossalmente si, più che la fine, l’inizio di un qualcosa, perchè quei 55 secondi non sono solo il tempo in cui la Roma è stata Campione d’Europa, ma anche il tempo trascorso tra la fine della partita, tra l’ultimo rigore di Kennedy ed il coro dello Stadio Olimpico della Curva Sud ‘ Roma Roma’, sono passati 55 secondi esatti tra la fine della partita e quel coro.

Ricordo sempre che una settimana dopo c’era Roma-Milan Quarti di Finale di Coppa Italia e c’erano 80 mila persone allo stadio. E’ l’inizio di un modo anche di sentire la Roma, di appartenere alla Roma, un modo anticamente che sento mio cioè molto romantico che ti fa stare più vicino alla Roma anche nei momenti di bisogno, ma non è solo una vicinanza di solidarietà nella sconfitta anche perchè questa sconfitta ha molto futuro perchè se un giorno noi vinceremo la Coppa Campioni ed un giorno la vinceremo , sarà anche e soprattutto grazie a quella partita ed a quella squadra perchè come ho detto anche nella presentazione Falcao ha sempre dato una spiegazione a questa sconfitta, la Roma ha perso quella Finale perchè era la prima volta che la faceva. Adesso c’è quel precedente, quando la rifaremo sappiamo cosa fare.

Non so se lo hai già fatto, se ti capita o se ti capiterà, tu sei papà, ti sento spesso parlare di tuo figlio, come spiegheresti o hai spiegato a tuo figlio Lorenzo quella Finale?

Io già gliene ho parlato a mio figlio, sa che papà ha fatto il libro, lo ha visto è stato il primo ad averlo tra le mani. Ha quasi 6 anni è ancora piccolo, ma i bambini capiscono molto ed io gliene ho parlato più o meno come ho fatto adesso con te: “E’ stata una Finale che noi abbiamo perso perchè abbiamo fatto uno ad uno, abbiamo fatto il rigore, abbiamo perso solo cinque a tre all’ultimo rigore, ma la Roma è stata proprio forte, è stata in Finale di Coppa Campioni, noi ci siamo arrivati altri non ci sono mai arrivati e quindi è una cosa Importante.” Lui lo sa chi è Agostino di Bartolomei, lo sa benissimo.

Quindi gli hai spiegato anche quei 10 anni dopo?

Quello ancora no sinceramente, per quello c’è tempo e modo, anche se di quel gesto di Agostino io non ne parlo per pudore e per rispetto, non perchè sia un tabù, tra l’altro il libro è sulla Coppa Campioni e parlarne significa anche parlare molto di Agostino di Bartolomei.

Paolo Castellani

Come é nato il suo amore per la Roma?

C’é’ una piccola dedica tra i ringraziamenti. Mi é stato trasmesso per tradizione famigliare da mio fratello , il quale, a sua volta l’aveva ricevuto da uno dei suoi, poi anche mio insegnante di scuola. Nasce poi penso fatalmente perché se si nasce a Roma é una domanda retorica perché nasca poi l ‘amore per la Roma e’ la stessa cosa non conosco altra realtà.

Qualcuno é della Lazio però.

Non conosco questa squadra, assolutamente.

Abbiamo visto la maglietta che lei custodisce e che ora ha donato alla Mostra Roma Ti Amo, lo ha fatto per dare modo a tutti di abbracciarla in un certo senso? Che effetto le ha fatto in tutti questi anni avere quella maglietta e adesso, in un qualche modo, averla lontano se vogliamo anche se sempre vicina al suo cuore?  

Esattamente questa é la sensazione che ricorre proprio in questo giorno perché io da quando la custodisco ogni mattino del 30 maggio di ogni anno faccio una carezza a quella maglia, quest anno non posso farla perché e’ esposta nella teca della mostra Roma Ti Amo ma idealmente sono contento perché io e tante altre persone potranno fargliela.

Immagino che manderà un bacio al cielo come tutti i tifosi della Roma?

Certo, come sempre…..ad Agostino.

© TuttoASRoma & Manuel Fares

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